Schiavi del traffico e del grigiore

“Traffico inteso tra svincolo di Cormano e svincolo di Sesto san Giovanni – viale Zara, in direzione Brescia”. Il refrain di ogni mattina, accendendo la radio, mi scoraggia al solo pensiero di imboccare la tangenziale ovest di Milano.
Il recod massimo è stato oltre 2 ore per 45 chilometri. Oggi ci ho messo 1 ora e 45 minuti. La media è di 1’ora e 20 minuti. Senza traffico ci metterei 35, massimo 40 minuti, rispettando tutti i limiti di velocità.
Le cause di questa congestione stradale sono le più svariate: un incidente, uno sversamento di qualche camion, o più semplicemente, ed è la maggior parte dei casi, nessun motivo apparente.
Insomma, doveva andare così e dovevi stare in coda a guardare il cielo grigio oltre i vetri e i capannoni della provincia industriale oltre il guardrail, ad ascoltare la radio che racconta le news, quasi sempre raccapriccianti (si va dai dati terrificanti dell’economia al disastro umano della Concordia, al Giglio) e a pensare…
E così, tra un tocco di freno e uno di acceleratore, rifletto sulla presunta libertà di movimento che c’è stata data dall’automobile (a 18 anni non aspettavo che la patente per poter essere libera di muovermi). E che, oggi lo so, non è senza un prezzo.


